Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Un vago ricordo di John Buentello

John (Jack?) Buentello

UN VAGO RICORDO di John Buentello

“Un vago ricordo” di John Buentello, scrittore texano con al suo attivo la sola raccolta di racconti intitolata “Binary Tales”, è al momento la storia breve più toccante dell’intera antologia “Blue Religion”.

Il protagonista senza nome è un detective ormai in pensione e afflitto da un incalzante Alzheimer. Una notte si sveglia di soprassalto attirato dal vicino suono delle sirene delle volanti della polizia e delle autoambulanze. A pochi isolati dall’appartamento in cui vive immerso in un limbo fatto di ricordi e realtà indistinguibili gli uni dall’altra è successo qualcosa di grave. L’Alzheimer è una demenza senile subdola e infame che intacca, inizialmente, i ricordi più recenti preservando invece quelli del passato lontano e gli automatismi. Dopo una carriera nella polizia è quindi un automatismo involontario quello di saltare giù dal letto e precipitarsi sul luogo del delitto, in questo caso l’omicidio di una giovane ragazza così simile alla propria figlia – Karen o Shannon – di un tempo ormai lontano. E mettersi ad indagare e risolvere il caso con un po’ di naso e un buon spirito di osservazione, vecchie abitudini mai sopite e ancora invulnerabili alla malattia che avanza.

Il racconto di Buentello è straziante nella sua semplicità. Grazie ad una narrazione fatta in terza persona ma sovente intervallata dai pensieri disordinati del protagonista, lo scrittore di San Antonio ci precipita nella confusione provocata dalla malattia di questo anziano poliziotto la cui fragilità emerge prepotente dalla solitudine da cui è circondato. Il protagonista vede persone che non ci sono più, quasi che la sua mente malata sia incapace di accettare la sconfitta ormai vicina cercando di rivivere mediante lo scavo in ricordi lontani e riattualizzando un presente ormai passato. Con “Un vago ricordo” Buentello ha buttato giù dieci pagine in grado di farci male e al contempo spaventarci. Perché questa non è fiction, ma la terribile quotidianità di centinaia di migliaia di persone.

Di John Buentello, probabilmente a causa della sua recente carriera, il web è molto parco. Figuratevi che non ha un sito internet o un blog – o almeno io non sono stato in grado di rintracciarlo – e l’unica foto che ho rintracciato è quella pubblicata sul sito della University of Texas di San Antonio, anche se Buentello non compare come John, bensì come Jack. Mmm. Però la biografia credo che lasci pochi dubbi sul fatto che il “doctoral student” della foto sia lui (is a doctoral student in The English Department at UTSA. Jack was recently the winner of the 2005 San Antonio Poetry Fair Adult/College Division, 2nd Place Winner of the 2007 Wendy Barker Writing Award, and 3rd Place Winner of the 2007 COLFA Creative Writing Awards. With his brother, Lawrence Buentello, he has published both a short story collection, Binary Tales (iUniverse, Inc., 2004) which was a semifinalist for the 2006 IPPY Awards (Independent Book Publishers Awards), and a novel, Reproduction Rights (iUniverse, Inc., 2007). Jack also has a short story forthcoming in the Mystery Writers of the Year 2007 Anthology Burden of the Badge). È sposato con Ann ed è l’uomo più fortunato del mondo per questo motivo. Buon per lui.

Potete anche leggere le precedenti puntate di “Blue Religion. Storie di poliziotti, criminali, indagini”:

IL COVO DEGLI SKINHEAD di T. Jefferson Parker
SACK O’ WOE di John Harvey
CALMA PIATTA di James O. Born
DIVINE DROPLETS di Paula L. Woods
SERIAL KILLER di Jon L. Breen

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5 pensieri su “Un vago ricordo di John Buentello

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