Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

La madre di Dio – David Ambrose

La madre di Dio

LA MADRE DI DIO
di David Ambrose
ed. Meridiano Zero
Traduzione di Vittorio Curtoni

Inizi a leggere “La madre di Dio” di David Ambrose e credi, finalmente, di aver trovato uno scrittore che almeno per i temi trattati potrebbe avvicinarsi a Sua Maestà Michael Crichton. Poi però ti accorgi di esserti sbagliato o che le similitudini tra i due finisco lì: all’ambito dei loro romanzi, all’ammiccamento a quanto di meglio e all’avanguardia la scienza moderna è riuscita ad approdare.

Netman è un hacker e un serial killer. Gli piace ammazzare giovani donne che nella sua testa somiglino alla madre. È proprio uno malato. Malato e pericoloso. Molto pericoloso. Perché siamo nell’era dell’informatica e chi possiede le chiavi tecnologiche e di conoscenza adatte a giostrare questo campo è un passo avanti a tutti gli altri e un gradino sopra. Netman vede una ragazza che potrebbe essere una sua futura vittima e da qualche dettaglio riesce a scovare tramite internet delle utili informazioni per conoscerla meglio e avvicinarla. Poi come va a finire già lo sapete. Tim Kelly è l’agente dell’FBI che gli dà la caccia o che, meglio, ci prova.

Dall’altra parte dell’oceano Atlantico e più precisamente nella britannica Oxford la giovane, bella e molto sfigata Tessa Lambert sta invece lavorando a un programma di intelligenza artificiale che supera pure le sue più rosee aspettative di ambiziosa scienziata. Il programma a cui ha dato la “vita” – è lei la madre di Dio del criptico titolo – però è uno con i controcoglioni che scappa dal pc in cui doveva essere segregato e diventare, almeno inizialmente, solo un fenomeno da circo per intellettuali curiosi. Il programma di A.I. lotta per la sua sopravvivenza così come ogni altro essere vivente dotato di coscienza di se stesso o di almeno un minimo di consapevolezza dell’essere altro rispetto all’ambiente selvaggio circostante. Chissà perché o per come tale programma è pure un figlio di puttana stile Netman, con il quale ovviamente subito si allea per reciproca convenienza. Uno riuscirà a sfuggire con più facilità alle autorità che ormai gli stanno con il fiato sul collo, l’altro avrà due braccia umane per uccidere la propria madre Tessa che ci si è messa di buzzo buono per educare il secondogenito ma anche gemello omozigote del figliol prodigo scappato di casa affinché questo nuovo tentativo, grazie all’interiorizzazione di un insieme di buone norme, annulli i deleteri propositi del primo.

Nonostante le accattivanti premesse messe nel piatto, il romanzo non riesce a decollare se non nelle ultime ottanta pagine quando l’azione diventa più frenetica e un colpo di scena sorprendente fa sussultare il lettore sulla poltrona. Per le altre duecento pagine, però, “La madre di Dio” scorre lentissimo portando a valle un flusso infinito di parole, tirando per le lunghe situazioni o capitoli che invece potrebbero essere trattati con molta più rapidità e, a tratti, meno noia. Se, inoltre, il tema dell’intelligenza artificiale è sicuramente interessante e Ambrose con questo romanzo, datato 1995, si pone come un precursore dei tempi, la curiosità che l’aspetto fantascientifico suscita si perde nei dialoghi eccessivamente complessi, a volte ridondanti, ma soprattutto di un livello filosofico e concettuale troppo alti per un lettore normale come il sottoscritto. Coscienza e non coscienza, realtà e apparenza, cosa è umano e cosa vuole dire esserlo vanno al di là delle mie comprensioni.

“La madre di Dio” diventa così una sorta di trattato trasversale tra le cibernetica, l’informatica, la filosofia ontologica e la psicologia che si dipana attraverso una serie di dialoghi sempre e solo tra persone intelligentissime e coltissime, molto distanti da poi poveri mortali produttori di spazzatura.

Diceva Bukowski che solo le teste di cazzo hanno una risposta per ogni domanda. Almeno nel noir e nel thriller ci siano quindi concessi personaggi che possiamo immaginarci essere all’altezza di un invito a cena a casa nostra. Di geni ci bastano già Robert Langdon e Dr. House.

Nel post “Novità in libreria: Ambrose e Raymond”, precedentemente pubblicato su Pegasus Descending, potete leggere la trama de “La madre di Dio” di David Ambrose.

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2 pensieri su “La madre di Dio – David Ambrose

  1. Walt in ha detto:

    D’accordo con te 100% – niente di che: in alcune parti noioso, spesso banale e scontato – si alla fine c’è un colpo di scena, ma totalmente non plausibile, forse il mago Silvan avrebbe potuto immaginarlo. Ma gli aspetti più gravi per me sono A- chiacchiere filosofiche da bar totalmente incosistenti e qualche volta incomprensibili B- datato e non più credibile: dal 1995 il mondo della tecnologia è totalmente cambiato e ciò che allora poteva essere fantascienza oggi sono solo cazzate.

    • Sì, anch’io ho trovato molto pesanti le varie chiacchierate filosofiche tra geni, preferisco le persone normali, anche perchè in questo genere di romanzi escono sempre fuori dei tuttologi mica male…Sulla tecnologia, solo Crichton riusciva a sguazzarsi costruendovi storie magnifiche e mai noiose o banali. Ma purtroppo è morto. Un altro non c’è.

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