Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

E’ tempo di Shutter Island. Finalmente.

La locandina di Shutter Island

Nell’introdurre questo nuovo appuntamento con “Il brusio della rete”, appuntamento settimanale sul mormorio del web intorno agli argomenti trattati da Pegasus Descending, non si poteva non iniziare dalla presentazione romana di “Shutter Island”, il nuovo film della premiata coppia Scorsese-Di Caprio attesissimo da tutti gli amanti del genere e di quel grandissimo scrittore qual è Dennis Lehane.

Di questo film ne avevamo già parlato in tempi non sospetti fin dal lontano Agosto 2009 quando tramite le pagine del vostro blog preferito si erano annunciati i migliori film della seconda metà dell’anno. Poi sembrerebbe che Scorsese, da grande perfezionista, abbia voluto prendersi qualche mese in più per lavorare con maggiore accuratezza sulla postproduzione del suo nuovo thriller e che quindi l’uscita della pellicola nelle sale sia definitivamente slittata al 2010. Comunque, scordiamoci il passato e viviamoci il presente. Vi propongo questo articolo da La Repubblica firmato da Claudia Morgoglione sulla presentazione di “Shutter Island” da parte di un attore da me per molto tempo sottovalutato e – lo ammetto – anche un po’ dileggiato. Mi sbagliavo. Con il tempo Leonardo Di Caprio sta acquisendo una sicurezza e una statura professionale invidiabile e di tutto rispetto nel magico mondo di Hollywood. Lo fregano solo il celeberrimo “Titanic” e quella sua faccia da bravo ragazzo eternamente diciassettenne. Ma “Revolutionary Road” è un capolavoro e già solamente l’interpretazione del protagonista maschile del romanzo di Richard Yates varrebbe una intera carriera da attore. Potete anche vedere la conferenza stampa degli stessi Martin Scorsese e Leonardo Di Caprio direttamente su Youtube caricata da RBCasting e divisa in più parti. Qui la prima. È tradotta in italiano.

Detto questo andiamo con una carrellata di news letterarie. Nonostante il nostro precedente appello nel post “Liberate Stieg Larsson!” sembra che il defunto autore del bestseller “Uomini che odiano le donne” non possa trovare pace alcuna. Su La Stampa è stata recentemente pubblicata questa intervista rilasciata dalla compagna di Larsson, Eva Gabrielsson, a Francesco Saverio Alonzo su tutte le voci e le molte malignità sorte dopo la scomparsa del giornalista svedese.

Non sappiamo se Larsson abbia mai sofferto di quella strana sindrome che colpisce saltuariamente gli scribacchini, ma se così fosse stato avrebbe probabilmente trovato molto utile il decalogo dettato da Margaret Atwood per superare il cosiddetto “blocco dello scrittore”. Su Il Sole 24 Ore un articolo di Stefano Salis illustra i vari stratagemmi escogitati dai nostri autori nostrani per vincere questo fastidioso inconveniente. Almeno per chi si guadagna la pagnotta quotidiana infilando una parola dietro l’altra.

Su Il Giornale è poi comparsa questa intervista a Paola Barbato in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Il filo rosso” (ed. Rizzoli). Si alza a mezzogiorno e scrive dalle undici di sera alle quattro di mattina. Io sto buttando questo post alle dieci e mezza e sto già crollando dal sonno. È tutta una questione di ritmi circadiani. Non c’è un cazzo da fare.

Per concludere una notizia riportata dal blog I Corpi Freddi e precedentemente segnalata da Il Corriere della Sera. Sembrerebbe che Maurizio Costanzo si appresti a prendere la guida dello storico Giallo Mondadori, attualmente in mano a Sergio Altieri. Sulla blogosfera è immediatamente scoppiato un casino che neanche una bomba di Maradona sugli spalti del San Paolo, mentre lo stesso Altieri invita a mantenere la calma dagli spazi di Facebook. Personalmente credo che prima di criticare o indignarsi sarebbe bene lasciare il tempo di lavorare a chi è stato chiamato a farlo. Poi si vedrà, ci si incazzerà e si dirà che è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Non prima. I pregiudizi portano sempre a commettere degli errori – vedi il mio di cui sopra riguardo a Di Caprio – anche se i seguaci di Oscar Wilde e del suo celebre aforisma “Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze” sono sempre numerosi e agguerriti.

Infine, ed è proprio la fine, una interessante recensione firmata da Guido De Franceschi ancora su Il Solo 24 Ore de “Un grande gelo” di Arnaldur Indridason (ed. Guanda). Mi è già venuto freddo.

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3 pensieri su “E’ tempo di Shutter Island. Finalmente.

  1. Bella lì, bravo 🙂
    Shutter Island, se è bello anche solo un decimo del libro, sarà un filmone!

  2. Pingback: Sopra tutto Invictus « Pegasus Descending

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