Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

La città buia – Michael Connelly

La città buia

LA CITTA’ BUIA (The Overlook)
di Michael Connelly
ed. Piemme
Traduzione di Stefano Tettamanti e Patrizia Traverso

Harry Bosch è tornato. Dopo i fatti di Echo Park e la rottura con Rachel Walling il vecchio detective non se l’era passata mica tanto bene. Ha dovuto addirittura lasciare la sua amata unità Casi Irrisolti per la Squadra Speciale Omicidi della polizia di Los Angeles. Ma adesso è tornato.

Sul belvedere di Mulholland Drive, uno di quei posti che fanno la fortuna di ogni regista alle prime armi e sudare le mani e bloccare la produzione di saliva ai fotografi amatoriali, viene ritrovato il cadavere del dottor Stanley Kent, un fisico radioterapista. Le indagini prendono da subito la direzione che più vede legata la vittima al proprio ambiente di lavoro. Il dottor Kent può infatti liberamente accedere a tutti i depositi di materiale radioattivo della città californiana, risulta quindi evidente come nell’epoca di Al Qaeda il caso diventi immediatamente di competenza dell’FBI e di tutti i suoi mille uffici e dipartimenti preposti alla sicurezza nazionale. In culo al LAPD e in culo a Harry Bosch.

Peccato che Bosch sia Bosch e nonostante il suo nuovo compagno Ignazio “Iggy” Ferras cerchi di calmarne i bollenti spiriti invitandolo a rispettare almeno le note introduttive del regolamento di polizia, Harry se ne fotte altamente, perché questo è un caso di omicidio e soprattutto è un suo caso di omicidio. Inoltre è cosa nota la sua idiosincrasia – gli stanno sulle palle – quei federali vestiti di nero da Men in Black da strapazzo. Infine uno degli agenti federali che devono seguire questo delitto è, ma guarda un po’ te, Rachel Walling e cioè proprio quella Rachel Walling con cui il nostro detective aveva avuto una storia nel recente passato.

“La città buia” scorre rapidissimo tra inseguimenti, le inquietudini di un’America mai ripresasi dall’11 Settembre, improvvise illuminazioni di Bosch e false piste, favorito da un formato più breve del solito dovuto alla precedente pubblicazione di questa storia a puntate su rivista e alla falce temporale limitata, una dozzina di ore in tutto. Nonostante ciò i colpi di scena non mancano e anche se il lettore più avvezzo a questo genere di narrazioni fin dall’inizio potrebbe intuire dove Michael Connelly andrà a parare, la dissimulazione sparsa a piene mani tra le pieghe del libro terrà alta l’attenzione fino al colpo di scena finale e ad una resa dei conti degna del miglior Michael Mann.

Il romanzo sembra quasi una storia di raccordo tra il vecchio Harry Bosch, quello dei Casi Irrisolti, e quello nuovo reintegrato dopo la richiesta pentita di pensionamento e assegnato alla Omicidi con un nuovo socio, il già citato Iggy Ferras, personaggio decisamente secondario ma che sembrerebbe poter addirittura vivere di luce propria, un po’ come fatto da Robert Crais nell’alternare storie con protagonista Elvis Cole o Joe Pike. E tutto ciò è molto significativo, è sintomatico del talento incredibile di Connelly per l’hard boiled e le mystery stories. Se in un romanzo breve e con un personaggio abbozzato solo con poche pennellate ci restituisce un detective con molti aspetti da chiarire a stuzzicare la curiosità del lettore, allora il talento è così abbondante da sgorgare naturalmente in ogni sua parola scritta, come il petrolio che zampilla in superficie senza bisogno di trivellazioni. Ma Connelly non lo scopro certamente io. Però con questo “La città buia” credo che siamo a un nuovo inizio per Harry Bosch, un personaggio seriale amatissimo e in continua evoluzione, molto meno statico di tante altre figure letterarie simili.

Per gli amanti di Harry Bosch il futuro sarà infatti roseo. Michael Connelly è uno che lavora come un pazzo e sforna un romanzo l’anno. “La città buia” è la traduzione di “The Overlook”, del 2007 negli USA, quindi ci sono già due altri romanzi di prossima pubblicazione in Italia, “The Brass Verdict” (2008) e “Nine Dragons” (2009), mentre è già prevista per questo 2010 l’uscita negli States di “The Reversal”. Vi è venuta fame?

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