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Pulp, thriller, hard boiled, noir

Le perfezioni provvisorie – Gianrico Carofiglio

Le perfezioni provvisorie

LE PERFEZIONI PROVVISORIE
di Gianrico Carofiglio
ed. Sellerio

Il nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio con protagonista l’avvocato Guido Guerrieri inizia con una telefonata da parte del collega Sabino Fornelli, avvocato civilista. Il legale informa il collega della scomparsa di una ragazza e dell’imminente “chiusura” del caso da parte degli organi competenti che non sono riusciti riusciti a cavare un ragno dal buco. La ragazza, Manuela, figlia di una ricca famiglia barese, sembra essere svanita nel nulla. Rapita da E.T.

Sarebbe questo più un caso da assegnare a Harry Bosch, il detective della squadra Casi Irrisolti frutto della penna di Michael Connelly, piuttosto che al pacioso Guerrieri, più avvezzo ai ricorsi e controricorsi in tribunale tra una seduta in Cassazione e una in Corte d’Appello che a rincorrere misteri, ragazze scomparse e ipotetici assassini o rapitori. Ma lui è l’unico che può trovare quel cavillo che procrastini l’archiviazione del caso e la sua derubricazione a trasmissioni quali “Chi l’ha visto?”, vero motore d’indagine in questa povera Italia a cui l’Harry Bosch di cui sopra non è mai stato concesso. Inoltre il corposo assegno che Fornelli fa cadere sulla scrivania di Guerrieri può essere una ulteriore valida motivazione affinché il penalista metta un po’ del suo ingegno al servizio della causa. Perché va bene essere idealisti, però il nuovo studio in cui si è trasferito a causa dei praticantati di Maria Teresa e della giovane Consuelo – ragazza di origini peruviane e figlia adottiva di un amico professore universitario – che hanno reso piccolo quello vecchio e confortevole è parecchio costoso e da qualche parte bisognerà pur cominciare a racimolare i dindini per pagare i debiti contratti per il suo restauro.

Con poca voglia e senza troppa speranza Guerrieri si mette a fare qualche telefonata qua e là, a sentire il maresciallo dei Carabinieri Navarra che ha eseguito i primi rilievi del caso, a parlare con le persone più vicine a Manuela nelle ore in cui è scomparsa. Tutto sembra tornare, c’è qualche lato oscuro, ma quale vita non ha un suo dark side? Però c’è un però e i tanti romanzi con Sherlock Holmes (non quello di Guy Ritchie!) a far funzionare le sue sinapsi su contorti casi misteriosi sembrano non essere passati invano. Tempo ben speso.

Chi cercasse un romanzo giallo rimarrebbe probabilmente deluso da quest’ultimo lavoro dello scrittore pugliese, così come chi si aspettasse di vedere all’opera l’inventore italiano del legal thriller chiuderebbe con il naso un po’ storto e arricciato la pagina finale del libro. Non è neanche un noir vero e proprio questo “Le perfezioni provvisorie”, perché se qualche cliché di genere Carofiglio se lo concede anche, è comunque vero che il romanzo ha solo sullo sfondo la vicenda gialla o procedural essendo invece maggiormente incentrato sul suo protagonista, l’avvocato Guerrieri, e sul suo ombelico che invecchia, il tempo che passa e la giovinezza che lentamente, ma inesorabilmente, si sfuma sempre più o rimane impressa nella mente a spezzoni con una musica triste di sottofondo, come quei servizi che fanno al Grande Fratello quando uno esce dalla Casa. Però la vera componente noir è sfuggente e solamente abbozzata – è più una sorta di romanzo di “evoluzione” -, così come la Bari che ne emerge è dipinta con pennellate più rapide e imprecise di, ad esempio, “Il passato è una terra straniera”.

Se Carofiglio padroneggia in modo egregio la lingua italiana componendo una narrazione allo stesso tempo robusta e rapidissima, trova però un suo quasi paradossale limite nelle troppe divagazioni che possono avere un senso nella costruzione realistica di un personaggio alla Guerrieri, ma che alla lunga stancano il lettore maggiormente interessato allo sviluppo della trama piuttosto che alle paturnie del penalista, creando una serie di “secche di suspense” che inevitabilmente abbassano la qualità del lavoro facendolo a tratti apparire “stiracchiato”.

Il grosso problema de “Le perfezioni provvisorie” è infatti determinato essenzialmente da una trama troppo debole per fare da solide fondamenta all’impianto narrativo messo in piedi e dal troppo evidente tentativo da parte del suo autore di riempire le trecento pagine previste. Nonostante questi difetti il romanzo ha un sussulto nel finale grazie a un colpo da giallista di razza da parte di un Carofiglio che, però, scrive le sue pagine migliori descrivendo il rapporto tra Guerrieri e Nadia, ex prostituta in passato assistita dall’avvocato, in una ambientazione, cioè, che pochissimo spazio lascia al genere e che pare spalancare nuovi sviluppi esistenziali per un personaggio seriale che non sembra avere alcuna voglia di andare in pensione.

Potete trovare maggiori informazioni, tra cui la trama de “Le perfezioni provvisorie”, leggendo il post ““Le perfezioni provvisorie”: il ritorno dell’Avv. Guerrieri”. Accedendo ai post “Un Bloody Mary con Carofiglio, Carrino e Omar di Monopoli” e “Liberate Stieg Larsson!” potete invece leggere un paio di interessanti interviste rilasciate da Gianrico Carofiglio.

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