Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

“Crank: High Voltage”. Il ritorno del tamarro

La locandina americana

Per “Serata Blockbuster” di questa settimana pubblichiamo la recensione di:

CRANK: HIGH VOLTAGE
di Brian Taylor e Mark Neveldine
con Jason Statham e Emy Smart

Con “Crank: High Voltage”, volgarmente anche detto “Crank 2”, torna l’immarcescibile Chev Chelios, l’indiscutibile protagonista tamarro di un film tamarro interpretato da un attore tamarro, al secolo Jason Statham.

Ma dove eravamo rimasti con il primo “Crank”? Chev è finalmente riuscito ad acchiappare il cattivone che gli ha iniettato nel sangue una potentissima soluzione chimica cinese che normalmente viene somministrata ai cavalli da corsa per farli correre come cavalli da corsa. Peccato che l’acchiappo sia avvenuto su un elicottero sospeso a diverse centinaia di metri sopra Los Angeles e che tra un calcio e un cazzotto il buon Chev abbia messo un piede in fallo precipitando con il criminale. Visto e considerato che la caduta è piuttosto lunga e cadendo ci si annoia, Chev chiama la sua bella e porca Eve (Amy Smart) per dirle che, insomma, ci vogliamo bene però non so se da ‘sta situazione ne esco vivo. Pazienza. Botto sopra una macchina, rimbalzo sull’asfalto, battito di palpebre e titoli di coda. Forse un secondo capitolo non era previsto.

Però Hollywood è Hollywood e i soldi non fanno schifo a nessuno, soprattutto in un mondo come quello del cinema in cui le spese sono sempre tante e quando si azzecca un tredici al Totocalcio non conviene buttarlo nel cesso. E allora via con “Crank: High Voltage”. Chev non è morto e dopo il rimbalzo viene recuperato da una strana “squadra di pulizie” per fungere da donatore – non volontario – di organo cardiaco. Il potente cuore di Chev servirà alle Triadi cinesi per trapiantare il loro vecchissimo padrino e permettergli di continuare a correre dietro alle discinte signore californiane.

Però perché far morire il buon Chev? Diamogli un’altra ora di vita con un bel cuore artificiale con tanto di batteria esterna ricaricabile. La batteria si rompe e allora l’unica soluzione per ricaricare quella supplementare interna è una bella scossa intercutanea ad alto voltaggio. Voi non ci avevate mai pensato? Banale, no? Inizia così una vorticosa corsa contro il tempo che vede Chev fare fuori schiere di cinesi e latinos nel tentativo di recuperare il proprio cuore biologico saltellando da una scarica elettrica all’altra per tenere perfettamente oliato e funzionante quello meccanico.

“Crank: High Voltage” è il film ideale per una serata divertente all’insegna dell’azione e della risata da grana grossa, con un livello di demenza e idiozia da far impallidire il primo “Crank” e, a tratti, far derubricare a filmetti buoni per la sala dell’oratorio megastronzate quali “3ciento” e tutta la numerosa famiglia degli “Scary Movie”. Tra sparatorie e, come da copione, folli corse da parte di Statham, non mancano delle cadute di stile eccessive anche per un film volutamente assurdo e surreale come questo. Si pensi, ad esempio, all’erezione del cavallo all’ippodromo mentre Chev e Eve consumano la loro ennesima scopata pubblica dopo quella a Chinatown nel primo capitolo della serie.

La cosa più interessante è l’innovativa tecnica di regia utilizzata dalla premiata coppia Neveldine/Taylor – a breve al cinema con “Gamer”, una sorta di videogioco da multisala interpretato da Gerard Butler -, che con pochi soldi e una recentissima telecamera a mano sono riusciti ad ottenere un dinamismo incredibile e in grado di ammiccare al ben più blasonato “Matrix”. Se volete approfondire questo aspetto tecnico vi consiglio i contenuti speciali della versione Blu Ray.

La coppia di fratelli Crank non è, in definitiva, una pietra miliare della storia del cinema, anche se si inserisce in un filone che, come ottimamente analizzato da Adamo Dagradi su Sugarpulp.it, sembrava in via d’estinzione: il film d’azione senza troppi cazzi per la testa che guardi su Rete Quattro alle due di notte di un afoso Agosto. Quello con Steven Segal che accoppa tutti, per intenderci.

A proposito, ho due notizie, una positiva e una negativa. Quella positiva è che, probabilmente, faranno “Crank 3”. Quella negativa è che, probabilmente, faranno “Crank 3”.

CLICCANDO QUI potete vedere il trailer di “Crank: High Voltage”.

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4 pensieri su ““Crank: High Voltage”. Il ritorno del tamarro

  1. Eheheh Jason Jason… ti segnalo una bella intervista a Enrico Pandiani… con il suo strepitoso Les italiens http://liberidiscrivere.splinder.com/post/22162230/%3A%3AIntervista+con+Enrico+Pandia, di Marco ancora nessuna nuova…

    Giulia

    • Eh già, lo so che tu hai un debole per l’uomo tamarro e muscoloso e che di nome fa Jason! L’intervista l’ho vista, da Marco sto ancora aspettando i libri che ha detto di avermi mandato, speriamo non se ne sia dimenticato!

      Andrea

  2. Battlestar in ha detto:

    Grande. le tue recensioni mi fanno sempre ridere 😄

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