Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Blue Religion. Storie di poliziotti, criminali, indagini

"Blue Religion". La copertina è uguale a quella dell'edizione italiana


Ho letto tanto tempo fa e non mi ricordo più dove la differenza tra romanzo e racconto che Isabel Allende faceva prendendo in prestito la terminologia della boxe: se il romanzo è in grado di vincere ai punti il racconto vince per ko.

Beh, ve lo devo confessare. Non amo il racconto, preferisco di gran lunga l’ampio respiro del romanzo, la sua possibilità di raccontare storie più articolate e personaggi più complessi. Poi lo so che il noir – e più nello specifico l’hard boiled – è nato sulle riviste pulp dell’America della prima metà del Novecento, ma benedico chi ha avuto l’idea dei paperback a basso costo che trovavi in edicola. Più pagine a pochi cent. Perfetto. Nonostante la mia spiccata idiosincrasia verso il racconto ho però fatto un’eccezione per la raccolta “Blue Religion. Storie di poliziotti, criminali, indagini” curata da Michael Connelly e appena uscita per Piemme.

È questo un libro che raccoglie diciotto storie brevi scritte dai migliori “Mistery Writers of America”, in teoria la crème de la crème del thriller-poliziesco in lingua inglese. Visto e considerato che è ben difficile fare una recensione di un libro di racconti, oltre che totalmente inutile stante la varietà di autori e argomenti trattati, ho deciso di sfruttare al meglio la raccolta facendone uno stimolo per la scoperta o l’approfondimento degli scrittori che ne fanno parte. Ogni settimana farò una minirecensione di un racconto, con notizie, siti, bibliografia del suo autore. Non nego che molte delle firme contenute in “Blue Religion” sono a me totalmente sconosciute. Credo quindi che sia questo un utile esercizio e un modo piacevole di accrescere le mie conoscenze. Spero che anche voi lo troviate interessante. Se poi vi farà cagare, insomma, non dovrete fare altro che dirmelo.

Intanto vi lascio con la sinossi del libro tratta dal sito della Piemme e con il primo racconto, “Il covo degli skinhead” di T. Jefferson Parker.

SINOSSI: “Cosa si prova quando si mette un assassino con le spalle al muro? Quando si smaschera un killer insospettabile? Quando si rende finalmente giustizia a una vittima da tempo dimenticata? Le storie raccolte in Blue Religion ci fanno entrare nel mondo e nella mente di chi affronta ogni giorno il crimine.
Da Harry Bosch, alle prese con un caso che tocca nel vivo il suo ruolo di padre, al poliziotto in pensione che, soffrendo di Alzheimer, si precipita nel cuore della notte sulla scena di un delitto; dai due detective che raccontano qualche trucco del mestiere a un corso di scrittura creativa, all’agente che finisce degradato per non aver obbedito al suo capo corrotto: in tutte le storie, più dell’indagine in sé conta l’aspetto umano, la vita e il carattere di chi conduce quell’indagine e ne è inevitabilmente influenzato. Sono uomini e donne che sulla scrivania, al posto delle foto dei loro cari, hanno le immagini delle vittime i cui assassini sono ancora in libertà, a memento del lavoro mai finito. Sono agenti che per compiere la loro missione si muovono in equilibrio precario sul confine tra legalità e crimine, giustizia e vendetta, bene e male. Rischiando spesso di superarlo. Michael Connelly e altre diciotto importanti firme del thriller ci mostrano in questa imperdibile antologia cosa significhi il peso del distintivo.”

T. Jefferson Parker

IL COVO DEGLI SKINHEAD di T. Jefferson Parker

Jim e sua moglie sono due pensionati che cercano in una località montana e un po’ fuori mano quella quiete che l’ex lavoro da poliziotto di Jim e la morte in servizio del loro figlio primogenito, pure lui sbirro, non hanno mai concesso loro. Peccato, però, che i vicini di casa siano una famiglia leggermente particolare, con un figlio nazistello e un padre violento. Anche se non voglio svelarvi il finale ve lo devo dire: è il classico “God bless America” tutto bandiera a stelle e strisce e aquila dalla testa bianca in volo.

Francamente da uno che ha vinto due Edgar Award mi sarei aspettato un minimo di originalità in più. Qui il pugno al mento della Allende non arriva mai, Jefferson Parker si limita a martellarci con un morbido jab che non è mai in grado di lasciare il segno. E dire che con il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia, “Nero come il diamante” (ed. Mondadori), ci siamo lanciati degli sguardi infuocati innumerevoli volte. Poi la vita va come va e non è mai riuscito ad arrivare fino alla cassa della libreria tra le mie mani, ma pazienza. Sarà per la prossima volta. Forse.

Chi fosse interessato può leggersi gran parte del racconto dall’estratto linkato sul sito della casa editrice Piemme. Gli altri possono conoscere meglio T. Jefferson Parker facendo una capatina sul suo sito personale oppure scorrendo la sua ormai lunga bibliografia pubblicata su Wikipedia.

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14 pensieri su “Blue Religion. Storie di poliziotti, criminali, indagini

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  2. Walt in ha detto:

    Ok! anche se compro raramente libri di racconti di autori vari, il più delle volte sono quallide promozioni editoriali, con un nome altisonante ti vendono 10 ciofeche, vado a comprarlo, anche perchè andro 2 settimane al mare in vacanza e non so che portarmi. Hai letto La Madre di dio di Ambrose, MeridianoZero? altri consigli?

    • Ciao Walt, sono d’accordo con te, oltre alle squallide operazioni editoriali non mi piace neanche molto la dimensione del racconto, come ho scritto nel post. E infatti già il primo è così così, spero almeno ci faccia scoprire qualche autore da approfondire! Non ho letto “La madre di dio”, anzi, ho visto solo adesso l’aggiornamento del sito della Meridiano Zero, quindi grazie mille! L’ho già messo in lista, anche se ho già recensioni previste fino al 17 Febbraio! Dura la vita del blogger…

      Ho finito ieri un libro sorprendente, “Diario pulp” di Strumm edizione XII (temo avrai difficoltà a trovarlo in libreria, dovrai ordinarlo), un interessantissimo noir/pulp con accenni di splatter, quel misto di violenza estrema e humour che tanto mi piace! E anche con dei risvolti celati con alcuni spunti di riflessione mica male. Mercoledì prossimo pubblico la recensione. Poi ti consiglio “Knockemstiff” di Donald Ray Pollock ed. Elliot, tra la miglior letteratura che abbia letto dopo Cormac McCarthy! Entrambi i libri sono divisi in capitoli tra loro indipendenti, ma che compongono un unico racconto organico. Infine ti suggerisco “Donnie Brasco. La mia battaglia contro la mafia americana” di Joseph Pistone ed. Mondadori, non è fiction, ma è una storia straordinaria, un documento scritto bene, appassionante e incredibile. Ha due palle così quell’uomo!

      Allora buona vacanza e fatti sentire al rientro!

      Andrea

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  13. ACCIUN in ha detto:

    Interessante, anzi si parla di poliziotti americani e non italiani, c’è un altro testo simile scritto nel 2008 e pubblicato quest’anno da vittoria seminara , l’altra faccia del potere e gli infami edito vise che parla dello stesso argomento?In realtà è diventata una cosa corale?

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