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Pulp, thriller, hard boiled, noir

Carenze di futuro

Carenze di futuro


CARENZE DI FUTURO
di Roberto Saporito
ed. Zona

Il gioco è una brutta bestia. Per alcune persone è un cancro che si annida nel cervello mangiando lentamente le vite quotidiane di chi ha avuto la sfortuna di beccarselo. Il protagonista di “Carenze di Futuro”, ultimo romanzo di Roberto Saporito, è una di queste vittime del furto con il bollino del monopolio di Stato.

Era un uomo ricco, anzi ricchissimo. Alberghi, appartamenti, ristoranti. Una moglie e una figlia. Non gli resta più niente, se non una vecchia Mercedes che il lettore si immagina sputacchiare un fumo nero e puzzolente dal tubo di scappamento. Problemi di iniezione, carburazione, olio, marmitta. Problemi.

Il gioco, poi, chiama gioco, più perdi e più perderai, nell’idiota tentativo di recuperare quello che hai perso sul tavolo verde. E quando il cash è finito e non ti resta altro che l’ultimo appartamento, gli ultimi cinquanta euro che tua moglie ti aveva dato per fare la spesa ti si chiudono pure le porte dei casinò, per aprirsi, invece, quelle delle bische clandestine e del loro variegato inventario di umanità criminale. Il protagonista del romanzo di Saporito è in questi amarissimi cazzi amari che si è ficcato e ora è costretto a fuggire con le sue sole mutande sporche come “proprietà privata”, inseguito da una masnada di ceffi con più bicipiti che cervello, ma con tutta l’intenzione di portarsi via se non il debito non saldato almeno un piccolo souvenir della loro preda: che ne so, le cinque dita della mano destra? Arrivati a questo punto altro non resta che la fuga. Cieca e disperata.

“Carenze di futuro”, pur nella sua brevità e rapidità, è un doppio romanzo. Se nella prima parte il protagonista assoluto è l’uomo di cui abbiamo accennato i tratti nelle righe sopra, nella seconda la vicenda si arricchisce di altri personaggi. Se, nel primo caso, la narrazione è quindi svolta utilizzando solo la prima persona, nella seconda questa si alterna alla terza a creare una vivace e interessante alternanza di registro. Non credo che questa sia una scelta frutto del caso, bensì di una concreta esigenza a cui l’autore ha fatto fronte mediante questo espediente.

Se nella prima parte, infatti, l’utilizzo della prima persona singolare permette a Saporito di mettere costantemente al centro dell’attenzione e della narrazione il suo protagonista, le sue paure, i suoi mille problemi, le profonde riflessioni sugli errori commessi e i tentativi di redenzione, nella seconda la componente prettamente esistenziale e riflessiva passa in secondo piano per lasciare il posto ad una maggiore rapidità, alla scrittura di scene anche d’azione che trascinano il lettore in un vortice che, forse, finisce troppo presto.

Personalmente è proprio questa seconda parte del racconto che mi ha maggiormente convinto, sottolineando la naturale propensione di Saporito alla narrazione senza troppi cazzeggi e seghe mentali. Si fa la minchiata, si scappa, si spara, ci si picchia. Tutto il resto è noia. Avrei voluto cento pagine così, rapidissime, o magari cento pagine in più, poiché proprio nel suo essere un romanzo breve “Carenze di futuro” trova il suo limite maggiore: nell’aver messo tanta carne al fuoco che meriterebbe un ben più ampio sviluppo e approfondimento, mentre il tutto scorre via in modo un po’ troppo affrettato, troppo sbrigativamente e con personaggi interessanti che altro non chiedono se non di raccontare la loro storia. Così come l’editore avrebbe potuto impegnarsi di più nella fase di editing, ad esempio eliminando gli infiniti “tre punti di sospensione” in mezzo o al termine di ogni frase del discorso diretto dei personaggi oppure le parentesi nelle riflessioni introspettive del protagonista. Dettagli, vero. Ma è anche e forse soprattutto dai dettagli che si valuta un libro. In modo particolare quando si ha per le mani un lavoro di uno scrittore vero, di grande capacità tecnica e inventiva.

In una intervista rilasciata da Roberto Saporito per il blog Critica Letteraria si legge che Luigi Bernardi, uno dei più grandi talent scout italiani per tutto ciò che riguarda il noir e affini, ha molto apprezzato il prossimo lavoro dello scrittore piemontese. Da questa combinazione chimica esplosiva mi aspetto molto, perché, se è vero come scrive lo stesso Saporito riportando le parole di Jean-Patrick Manchette che “Il noir è un genere morale. È la grande letteratura morale della nostra epoca” [pg. 38], in “Carenze di futuro” questo insegnamento, questo messaggio, è costantemente sotteso. Grazie a Bernardi potrà diventare anche concretamente manifesto.

CLICCANDO QUI potete vedere il booktrailer di “Carenze di futuro”.

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5 pensieri su “Carenze di futuro

  1. Grande Andrea sei uno dei migliori sul web le tue recensioni mi piacciono sempre un sacco

    Giulia

  2. Allora Andrea, ho una bella notizia ho appena sentito Marco Vicentini di Meridiano Zero, che si burla di me chiamandomi dott.ssa comunque è disponibile ad un’ intervista dato che l’idea di intervistarlo me l’hai fatta venire tu… beh direi di unire le forze, se hai delle domande da fargli ti do il mio indirizzo email liberidiscrivere@gmail.com ti aspetto ne così gli chiediamo di Gischeler… Giulia

  3. Ok Andrea aspetto le tue domande così le integro alle mie e ti cito tra chi fa l’intervista, intanto c’è una bella intervista a T.Jefferson Parker di cui vedo hai scritto nel post su… A presto Giulia

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