Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Scorre la Senna. E io pago

Scorre la Senna


SCORRE LA SENNA
di Fred Vargas
ed. Einaudi Stile Libero
Traduzione di Margherita Botto

Per comprendere appieno le sensazioni che mi sono state indotte dalla lettura di questo libro provate ad immaginare la seguente situazione. Allora: avete finito l’ennesima, fottutissima giornata di lavoro e vi dirigete verso le sette sette e mezza di sera verso il vostro bar preferito – o “bistrot” se siete dei fighetti alla moda, ma allora, probabilmente, Pegasus Descending non sarebbe il vostro blog preferito e non stareste leggendo questa recensione -. Entrate nel bar e ordinate il solito aperitivo, alcolico o analcolico, dolce o secco. Spiluccate due patatine secche o gommose, comunque stravecchie, assaggiate una tartina con sopra una salsa di colore indefinito che vi garantiscono essere, o forse sarebbe meglio dire essere stata, maionese. Per finire vi schiaffate in bocca una olivetta che ha il colore del vomito di vostro figlio e le sembianze delle tette di mia nonna. Fanculo. Con il nocciolo che balla il twist con la lingua vi dirigete alla cassa, estraete il trentaseiesimo portafoglio che avete ricevuto in regalo a Natale e sfilate leggermente la banconota da cinque euro. È gradito il resto. Sorridete al barista, prendete lo scontrino, ingoiate il nocciolo di oliva che vi sta martellando su un’otturazione e poi iniziate a bestemmiare il vostro Dio. Centocinquanta euro per un aperitivo di merda?

Traslate tutto ciò in libreria e avrete la recensione di “Scorre la Senna”, libercolo con tre raccontini ini ini di Fred Vargas che, a scanso di equivoci, è scrittrice vera, una che sa buttare giù una storia gialla con cazzi e contro cazzi, ma che, tra un appello per Cesare Battisti vittima dello Stato italiano e l’analisi della vertebra di uno “Sparadactulus fetulosus” ci ha piazzato dentro questi tre vecchi racconti già apparsi in precedenti raccolte e quotidiani.

“Scorre la Senna” è un aperitivo che costa come il cenone di Capodanno e che alla fine non è poi neanche questa gran cucina, piuttosto uno stuzzichino che vi apre lo stomaco ma vi lascia del tutto insoddisfatti, pronti per la cena. Quella vera. A prescindere dall’opinione che in seguito avrete sui racconti medesimi, mi trovo ancora una volta a contestare categoricamente il prezzo di copertina, ben 13 euro per una novantina di pagine che vi sciroppate in un paio d’ore di una serata scazzata. Einaudi ci ha provato, ha piazzato lì una bella furbata di Natale facendo leva sul nome notissimo dell’autrice e sulla buona fede dei suoi moltissimi affezionati lettori italiani. Tanti auguri e prendetevelo nel culo.

Non ho altro da aggiungere, se non che i tre racconti – in ordine: “Salute e libertà”, “La notte efferata” e “Cinque franchi l’una” – altro non sono che dei canovacci, delle sinossi per tre futuri romanzi, una sorta di corrispondenza, di tavolo da lavoro tra l’autrice e il proprio editor. Se il primo e l’ultimo del terzetto sono inoltre piuttosto simili comprendendo alcuni dei tòpoi della Vargas quali il loser nelle sembianze, in entrambi i casi, di un barbone, qualche interesse maggiore potrebbe averlo “La notte efferata”, interessante riflessione in salsa gialla sul Natale, non, però, quello degli alberi addobbati e delle lucine allegre della città, bensì quello delle tante parole non dette, delle mille solitudini che vanno ad ingrassare un babbo bastardo rosso, avvinazzato e obeso.

Però tutto resta in nuce, è tutto un progetto per un futuro romanzo in grado di prendersi quello spazio necessario per articolare in modo compiuto un discorso che oltre che narrativo sia anche filosofico e morale, che vada a comporre una riflessione su qualcosa di più ampio rispetto al nostro naso. Non mi piacciono i racconti e le eccezioni a questa mia regola sono poche (ad esempio i “Dubliners” di James Joyce). Non mi piacciono i racconti gialli. E qui non c’è nessuna eccezione. Men che meno questo “Scorre la Senna” di Fred Vargas, che mi ha fatto andare a letto pure senza cena.

CLICCANDO QUI lo speciale su “Scorre la Senna” di Fred Vargas dal sito della Einaudi.

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4 pensieri su “Scorre la Senna. E io pago

  1. Devo dire che ultimamente madame Vargas mi aveva un po’ rotto le balle ma questa tua recensione, accidenti a te, mi ha fatto venire voglia di leggerlo.
    Domani magari me lo vado a comprare.

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