Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

The Alphabet Killer

The Alphabet Killer


Per la rubrica settimanale “Serata Blockbuster” di Pegasus Descending recensiamo:

THE ALPHABET KILLER
di Rob Schmidt.
con Eliza Dushku, Cary Elwes, Timothy Hutton

Francamente non credo ci sia molto da dire su questo film del regista Rob Schmidt, “The Alphabet Killer”, vi basti sapere che sono stato costretto a vederlo in due round, dopo che ieri sera sono crollato sotto i colpi che il sonno e la dura giornata di lavoro mi avevano inferto.

La videnda ruota intorno ad una storia vera, ad uno dei tanti serial killer particolarmente fantasiosi che animano le notti inquiete di ridenti cittadine americane di periferia. Killer che, se ce ne fosse ancora bisogno di dirlo, non è stato né identificato, né preso né, ovviamente, punito per i suoi crimini, ovvero l’aver violentato e ucciso tre bambine all’inizio degli anni Settanta. Il suo soprannome, “The Alphabet Killer”, il killer dell’alfabeto, gli è stato appioppato dagli investigatori a causa della sua spiccata propensione per le lettere iniziali tanto dei nomi e cognomi delle sue vittime quanto dei luoghi in cui ne abbandonava i corpi senza vita. Se il cadavere di Carmen Colon è stata rirovato a Churchville, quello di Wanda Walkowicz a Webster, mentre quello di Michelle Maenza a Macedon. Chi fosse particolarmente interessato a questa drammatica vicenda può reperire qualche informazione ulteriore cliccando sul titolo, in alto, del film, accedendo direttamente al sito ufficiale di “The Alphabet Killer”.

Oltre alla vicenda reale, che non conoscevo, non c’è però nessun altro interesse verso questo film, men che meno dal punto di vista artistico, culturale o intellettuale. “The Alphabet Killer” è il solito, ennesimo banalissimo e bruttissimo film di cassetta, mal diretto, mal interpretato dalla sua attrice protagonista Eliza Dushku (la detective sbarellata Megan Paige) e peggio ancora doppiato nella versione italiana. Insomma, una ciofeca su tutti i fronti.

Al centro della storia, infatti, non vi è l’assassino o la sua ricerca, bensì la personalissima ossessione della detective Megan Paige che a causa della complessa vicenda cede ai fantasmi prodotti dalla sua latente schizofrenia – poi non più latente – fino a portarla sulle soglie della pazzia e del manicomio. Tali fantasmi, poi, non hanno il realismo e la magnificità narrativa di, per esempio, “A Beautiful Mind”, ma sono un incrocio brutto tra la ragazzina de “L’esorcista” e una qualsiasi rappresentazione che ne potrebbe dare un filmetto dell’orrore passato alle tre di notte del mese d’agosto. Come spesso accade il tema di partenza poteva essere sicuramente interessante, ma il suo sviluppo, in mani ben poco sapienti, si è risolto in un film destinato a sparire in brevissimo tempo dalla circolazione e dalla menta di chi, ahilui, lo ha visto.

Magari un giorno qualcuno riesumerà questa storia violenta e angosciante per farne un piccolo gioiello alla “Zodiac”. Chissà. Per il momento, però, non mi resta che il rimpianto di non aver rivisto in dvd il lavoro di David Fincher invece che questo scialbo film.

CLICCANDO QUI potete accedere alla scheda completa di “The Alphabet Killer”, con il trailer e un commento critico dal Los Angeles Times.

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