Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Fighting? Meglio “Una notte al museo 2”!

La locandina del film


Per la rubrica di Pegasus Descending “Serata Blockbuster” di questa settimana recensiamo:

FIGHTING
di Dito Montiel
con Channing Tatum, Terrence Howard, Luis Guzmán, Zulay Henao, Brian J. White

Se la seconda opera firmata da Dito Montiel è approdata direttamente all’home video senza passare dalle forche caudine delle sale cinematografiche, beh, un motivo ci sarà pure. E questo motivo appare subito evidente a chi, come me, si è bruciato una delle sue poche serate non lavorative della settimana per guardare “Fighting”, credendo ci fosse qualcosa di interessante da scrivere in una successiva recensione per Pegasus Descending. Fesso io.

Insomma, qualcosa di interessante, alla fine della fiera, c’è anche, e cioè: non guardatelo. Perché? Perché questo “Fighting”, uno dei tantissimi figli illegittimi e minorati di “Karate Kid” di ormai decenni fa, è un collage di banalità e di clichè tanto spinti e maccheronici da risultare addirittura fastidiosi. Shawn MacArthur è un bel ragazzone veloce a far andare le mani e sempre imbronciato, uno a cui sta sulle palle tutto e tutti, padre compreso, e che ha deciso di abbandonare l’Alabama e una promettente carriera sportiva per venire a New York a fare il barbone e vendere alle fermate della metropolitana Iphone tarocchi e libri quali “Harry Potter e l’ippopotamo”. Quando finisce in una piccola rissa da marciapiede viene notato da Harvey Boarden, una sorta di Don King de noantri, un brigantello da strapazzo che sopravvive vendendo biglietti falsi e facendo da procuratore a ragazzi che hanno voglia di tirare su qualche soldo facendo a botte in incontri clandestini per ricconi annoiati.
Tutto già visto, mi direte. E io vi rispondo: già. Talmente già visto che il prosieguo della storia lo potete ben immaginare. Il ragazzo, assunto come carne da macello, inspiegabilmente si rivela una sorta di fenomeno da circo di Buffalo Bill che, seppur essendo evidentemente più scarso di tutti i suoi avversari, inspiegabilmente vince sempre. Vabbè. Poi certo, state tranquilli, Montiel non si è fatto neanche scappare il successivo clichè, quello della ragazza bona bona ma povera povera che per sopravvivere deve lavorare in un locale notturno per 11 dollari l’ora (fanculo, quasi il doppio di quanto prendo io!), con una figlia a carico di padre NN e una nonna rincoglionita. Tra i due sboccia l’amore, ti pago io l’affitto dice lui, figurati non sto con te per i tuoi soldi risponde lei.

“Fighting” è un prodotto di bassissima qualità, un film che mi risulta addirittura incomprensibile come sia potuto approdare sul mercato cinematografico, anche se c’è da scommetterci che otterrà discreti risultati in termini di pezzi noleggiati o acquistati a poco prezzo, grazie ad una copertina accattivante e a una trama in grado di attirare molti spettatori del sabato sera alla ricerca di un po’ di intrattenimento a basso costo e senza troppe pretese. Sono però altresì convinto che pure questa categoria di utenti rimarrà delusa da questa trama debolissima e da un attore protagonista o scadente o non in forma, fate vobis. Non bastano Terrence Howard e Luis Guzman per fare un buon film, così come non sono sufficienti una buona colonna sonora hip pop stile videogioco Grand Theft Auto o gang di strada e una fotografia affascinante, soprattutto nelle riprese aeree di una New York notturna che non delude mai e mai smette di affascinare con le sue luci e i suoi grattacieli. Servono le idee, come nell’arte in generale. Il cinema, così come la letteratura più o meno di genere non possono permettersi di essere un’eccezione a questa regola ferrea (e aurea).

Per concludere, la mia serata è andata buca. Voi prendetevi un usato garantito quali “Transformers 2” oppure “Una notte al museo 2”. Almeno vi farete due risate senza annoiarvi. E incazzarvi.

CLICCANDO QUI potete vedere il trailer di “Fighting” e leggerne la recensione.

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Un pensiero su “Fighting? Meglio “Una notte al museo 2”!

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