Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Killshot, è arrivato il film

La locandina del film

La locandina del film


Nuovo apuntamento con “Serata Blockbuster”, la rubrica sull’home video di Pegasus Descending. Questa settimana:

KILLSHOT
di John Madden
con Diane Lane, Mickey Rourke, Thomas Jane, Rosario Dawson, Joseph Gordon-Levitt

È finalmente uscito anche per il mercato home video italiano uno dei film più attesi della stagione da tutti gli amanti del thriller e, in particolare, di Elmore Leonard: “Killshot”, dall’omonimo romanzo del maestro americano e recentemente ritradotto e ripubblicato per Einaudi Stile Libero da Luca Conti (potete leggere la recensione del libro pubblicata su Pegasus Descending CLICCANDO QUI).

Abbiamo detto “finalmente” a causa dei forti e continui ritardi che hanno fatto slittare il suo arrivo nelle sale americane – e poi italiane – di diversi anni, visto che tale uscita era prevista per il 2006 per infine essere posticipata al 2009. In Italia ha avuto scarsissimo successo, probabilmente dovuto anche ai pochi cinema in cui il film è stato trasmesso e nonostante una prova gigantesca del redivivo Mickey Rourke, a mio personalissimo avviso addirittura superiore all’interpretazione in “The wrestler” che ha portato il film di Darren Aronofsky ad aggiudicarsi il Leone d’Oro al Festival di Venezia 2008 e lui a rilanciare una carriera che molti avevano ormai dato per finita.

La storia che il regista John Madden ha trasposto sul grande schermo è rimasta piuttosto fedele all’impostazione datagli da Leonard, anche se con un cambiamento del finale che ho trovato inconcepibile e con dei tagli qui e là che per chi non ha letto il romanzo possono rendere di difficile comprensione lo svilupparsi della vicenda. Manca, inoltre, nel film di Madden, l’ampia critica svolta invece dallo scrittore al sistema di protezione testimoni in cui i coniugi Colson, coprotagonisti della vicenda, incappano. Nel romanzo i Colson sono anche vittima dei soprusi, dell’incapacità e della prepotenza della polizia, cosa che nel film è invece pressoché assente andando a sbiadire di molto l’incubo messo in scena da Leonard. Ciò che rimane dai vari tagli e dalle numerosi semplificazioni è un thriller molto meno complesso e introspettivo rispetto al romanzo, fatto di repentine accelerazioni e frenate.

Il mio giudizio non può che essere parziale a causa del condizionamento datomi dalla fresca lettura del romanzo. Nonostante i buchi nella trama e il cambio del finale, molto più banale rispetto a quello scritto da Leonard nel libro, il film diverte e appaga notevolmente la vista grazie ad una bellissima fotografia formata da colori grigiastri che riescono a tradurre in video le sensazioni e l’atmosfera fine anni ‘80 formatasi nella mia mente durante la lettura di Killshot. È inoltre, come già accennato sopra, semplicemente un Mickey Rourke perfetto quello che veste i panni di Blackbird, assassino tanto spietato quanto freddo, colui che ha fatto dell’ammazzamento con un solo colpo di pistola una autentica religione, uno stile di vita. È un Rourke che parla pochissimo, come ha voluto lo scrittore per il suo memorabile personaggio, ma in grado di occupare la scena con la propria presenza fisica per tutto l’arco del film e inculcando attraverso la sua lentezza e i suoi silenzi una continua attesa nello spettatore. Se qualcosa in grado di dare una svolta alla narrazione o di risolvere il rebus in cui tutti i personaggi sembrano essersi persi arriverà da Blackbird, questo lo sappiamo fin dalla sua comparsa sullo schermo e in qualche modo rimaniamo in una pausa sospesa fino alla fine. Su Blackbird, dai una sterzata!

Il film, in conclusione, diverte e non deluderà chi non ha letto il libro. Agli altri, come me, scatenerà una rincorsa mentale a colmare i buchi lasciati da Madden. A tutti rimarrà in testa l’interpretazione di Rourke. Agli amanti di Quentin Tarantino, invece, persisterà il rimpianto di sapere come avrebbe trattato lui questa storia di cui aveva acquistato i diritti nel lontano 1997 per poi mollare tutto a causa di “vedute divergenti” con i produttori esecutivi. Sig.

CLICCANDO QUI potete vedere il trailer di “Killshot” e leggerne la scheda completa.

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8 pensieri su “Killshot, è arrivato il film

  1. Pingback: Killshot: la Fortuna è una zoccola « Pegasus Descending

  2. Walt in ha detto:

    D’accordo al 100%, ma avevo letto tante recensioni così negative che mi aspettavo di peggio, invece è un film certamente superiore alla media a cui siamo abituati. M Rourke è straordinario, e poi qui fa [bene] il Pellerossa, e si che siamo abituati a vederlo WASP o Irlandese. Certo, rispetto al libro è acqua fresca! Manca del tutto quel mood di angoscia e immanenza che subiscono i 2 anziani, nel libro, coniugi.
    Bravissimo! perfetta la tua recensione!

  3. Grazie Walt, pure io avevo letto da tutte le parti recensioni terribili, probabilmente perchè si tende sempre a fare il paragone con il libro di Leonard che, come ho scritto, possiede una complessità assente nel film. Poi l’interpretazione di Rourke è magnifica, soprattutto se pensi a tutte le sfighe e i cazzi che questo film ha dovuto affrontare, per esempio quelli accennati nella recensione. Alla fine anche Killshot film è un thriller che si lascia guardare, ho visto molto, ma molto di peggio!

  4. Walt, nel libro Carmen e Wayne non sono anziani, tutt’altro:-) E la differenza più grossa rispetto al film è che nel romanzo i due sono sposati, non certo separati, ed è l’adesione al servizio protezione testimoni a mettere un po’ in crisi – ma non più di tanto – il loro rapporto.

    L’errore clamoroso del film è quel finali e posticcio, senza capo né coda, che potrà essere stato adottato per motivi puramente spettacolari ma si ritorce su se stesso in maniera grottesca. Nel romanzo è Carmen a risolvere tutto quanto, costretta a prendere in mano la situazione perché Wayne è via per lavoro su una chiatta fluviale.

    E, come sempre in Leonard, sono le donne a uscire vincitrici dalle situazioni di crisi grazie all’intelligenza e alla forza di volontà, mentre gli uomini, nessuno escluso (quindi pure Wayne), fanno la figura dei fessi: non ultimo il poliziotto idiota di Cape Girardeau, che cerca di sedurre Carmen prima con le buone e poi con le cattive e che nel film è stato totalmente eliminato.

    Questo era il nocciolo del libro, e questo nel film è sparito completamente, a mio avviso con gravi ripercussioni sulla logica interna della storia.

  5. Sì, ho trovato inconcepibile il cambio di finale, francamente non credo neanche ci fossero particolari necessità sceniche a far propendere per un finale banale come quello del film… Con il finale del libro, invece, tutto il romanzo assumeva un contorno diverso, molto più profondo e complesso di quello trasposto al cinema. Quello di Madden resta, diversamente, un thriller molto più semplice, più di divertimento, senza alcuna possibilità di lettura tra le righe. Un film che, comunque, si lascia guardare, ma senza troppe pretese.

  6. Walt in ha detto:

    Luca, se lo dici tu, ubi maior …. Leggendo il libro me li ero immaginati più anziani: hanno un figlio che fa il militare, a Wayne non fanno più fare il lavoro che faceva prima, sono sposati da molto tempo e il loro matrimonio è saldo, quindi anche la sua reazione alla violenza del giovane psicopatico per me aveva un altra valenza. Per il resto d’accordo totalmente con voi,

  7. Pingback: Novità in libreria: metti un Leonard sotto l’albero « Pegasus Descending

  8. Pingback: The Informers. Vite oltre il limite « Pegasus Descending

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