Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Uomini che odiano le donne

Uomini che odiano le donne

Uomini che odiano le donne

Inauguriamo con questo articolo una nuova categoria, “Serata Blockbuster”, dedicata all’home video e al noleggio, perchè non è che abbiamo sempre tutti il tempo (e i soldi) per andare tre volte a settimana al cinema, giusto?

Uomini che odiano le donne
di Niels Arden Oplev
con Michael Nyqvist e Noomi Rapace

Prima di dire due parole sul film di Niels Arden Oplev, “Uomini che odiano le donne”, credo sia doverosa una mia premessa, a costo di mettere a rischio la rispettabilità e l’autorevolezza del vostro blog preferito, Pegasus Descending, e del suo umile curatore, cioè me medesimo: non ho letto l’acclamato, omonimo successo editoriale firmato da Stieg Larsson ed edito da Marsilio. Temo di ricadere in quella ristretta decina di persone in Italia che tra il prosciutto cotto e il Vernel non ha infilato il volumone del compianto autore svedese. È successo, o meglio, non è successo. Non è mai capitata l’occasione per cui io mi sentissi irresistibilmente attratto dalla lettura di quel libro e del seguito che va a comporre la trilogia di Millenium.

Se quindi vi aspettate che mi accenda la pipa con fare pensoso e accigliato mentre con la sinistra faccio dolcemente ruotare il bicchiere con un goccio di brandy sentenziando “il libro è però meglio del film, manca questo, questo e quest’altro” avete sbagliato canale. L’unica cosa di cui posso parlare è il film, senza sapere se Larsson aveva previsto che i personaggi fossero biondi piuttosto che mori e non accorgendomi delle sicuramente numerose omissioni che una pellicola tratta da 688 pagine di romanzo ha dovuto prevedere.

La storia molto probabilmente la conoscerete già e in modo molto più approfondito di me: il giornalista economico Mikael Blomkvist, caduto in disgrazia a causa di un suo articolo per cui si è beccato una condanna a qualche mese di carcere – mica scherzano sti svedesi! -, viene “assunto” dall’anziano miliardario Henrik Vanger per risolvere il mistero della scomparsa dell’amata nipote avvenuto trenta o più anni prima e mai risolto. Non un cadavere, non un sospettato, non uno straccio di prova che fosse stato in grado, in anni di indagini e ricerche, di gettare un po’ di luce sulla scomparsa della ragazza. Sta di fatto che Blomkvist, un po’ per caso e un po’ no, si ritrova aiutato nelle sue indagini dall’hacker Lisbeth Salander. Da qui inizia una avventura che li porterà faccia a faccia con la parte più oscura dell’animo umano, quella che spesso si cela dietro le facciate imbiancate di onorevoli case e belle famiglie unite, anche se mi sembra assolutamente fuori tema fare riflessioni sociopolitiche su un lavoro che altro non vuole essere che semplicemente un thriller, cotto e mangiato, come invece fa Mymovies.it.

Il film va a rinverdire gli antichi schemi del noir: c’è un morto, un assassino che si nasconde nel conclave di famiglia e una “signora in giallo” in grado di vedere cose che gli altri tonti manco si possono immaginare. Il tutto in salsa XXI secolo, era dell’informatica e degli smanettoni che con una tastiera e un modem sono in grado di contarvi anche i peli del culo. Si procede per piccoli passi, si mettono insieme un tassello dopo l’altro, un colpo di genio qua e uno là fino alla resa dei conti finale con il colpevole. La narrazione procede come un diesel, non ha sussulti e sprint, ma si mantiene costante e piacevole per tutte le quasi due ore e mezza di durata del film, che, incredibilmente, non diventa mai noioso, ma riesce ad accattivare lo spettatore nonostante i suoi ritmi nordici. È infatti il magnifico paesaggio della Svezia, la quiete incantata e, in questo caso terribile, della natura e della neve, con il suo bianco candore, ad avvolgerci come un maglione di lana e a farci immaginare di essere qui, davanti alla televisione, con un gatto sulle ginocchia e un bel camino acceso poco distante. Insomma, è tutta una questione di atmosfera.

Film assolutamente consigliato per una serata Blockbuster, almeno per coloro i quali non hanno letto il libro. Non mancherete di divertirvi. Per tutti gli altri, come già detto, non mi pronuncio, anche se credo che sia molta la curiosità di vedere come il regista ha reso manifesti i personaggi, gli ambienti e le azioni che ci si è immaginato per centinaia di pagine leggendo il libro. Perché dovreste ormai sapere che le cose non stanno mai come sembrano. E anche i nostri occhi ci possono ingannare.

È inoltre appena uscito nei cinema il secondo capitolo della trilogia, “La ragazza che giocava con il fuoco”, QUI recensito da Alessandra Buccheri sul blog Angolonero. CLICCANDO QUI, invece, una recensione di “Uomini che odiano le donne” pubblicata su MilanoNera e firmata da Michele Comba.

CLICCANDO QUI potete leggere la recensione del film “La ragazza che giocava con il fuoco” pubblicata su Pegasus Descending.

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7 pensieri su “Uomini che odiano le donne

  1. Ciao Andrea, sono qui dopo la segnalazione di Al ti ho già linkato al nostro blog di interviste e mi complimento con te si respira una bella aria. Passando al film che recensisci ne ho visto una copia pirata…lo so non dovrei dirlo 🙂 mi raccomando non fare il sicofante…beh mi è piaciuto in modo diverso dal libro (sono tra quelli che si è sciroppata le più di 3000 pagine della trilogia e non vede l’ora che pubblichino quella contesa dagli eredi) Nel libro Mr Blomkvist è uno che corre dietro ad ogni gonnella basta che respiri beve un caffè ogni paragrafo ma è divertente …Libeth anhce è un personaggio riuscito e interessante la Svezia un paese cupo pieno di servizi segreti deviati e tipi loschi che ti raccomando…c’è un pizzico di critica sociale, un po’ di storia qualche riga di spessore e una sorta di giallo con colpi di scena a scatole cinesi…anche visto prima il film consiglio di leggere il libro (Uomini che odiano le donne) ..non è male anche se non è certo il fenomeno mediatico di cui tutti parlano..è un buon libro che non è poco Giulia

    Giulia

  2. Ciao Giulia,
    grazie mille per il post e per il link, vedo di ricambiare subito la cortesia! Ho visto il vostro blog, bello e interessante, non lo conoscevo! Ancora una volta devo ringraziare Al…

    Francamente non mi sento per niente attratto dalla recente mania per gli scrittori nordici, ovviamente non è una presa di posizione, se un libro è buono è buono, punto e basta, anche se fosse stato scritto da un Giargianese, però da lettore mi lascio molto guidare dall’istinto, dal naso. E ancora il mio naso non mi ha portato a questo gruppo di scrittori, forse sono troppo influenzato dalla narrativa e letteratura americana. Mi piace troppo, a costo di incappare anche in libri oggettivamente scadenti quali, ad esempio, Gang Bang o Tre ore di pura follia. Amen, sono i rischi del mestiere!

    Al momento sto leggendo L’inseguitore di Matt Hilton, un inglese che scrive come un americano, lo sto trovando molto divertente, anche se deve essere preso per quello che è: puro intrattenimento con un vero duro.

    Infine, non farò il delatore, però ti prego no, le copie pirata proprio noooooo! Amarezza….eh eh

    A presto

    Andrea

  3. Ciao Andrea, Al è proprio un maestro di cerimonia e presenta ottimi amici e blog, noi siamo on line dal 2007 ma non siamo conosciutissimi anche se ci diamo da fare. Abbiamo appena strappato una mini intervista a Michael Connelly e qua in redazione ancora si gongola..Per l’ondata scanvinava non so non mi piace proprio tutto anche se amo Henning Mankell con la sua serie di Kurt Wallander, Jo Nesbo, Karin Fossum, e pochi altri. Larsson l’ho amato per il personaggio di Lisbeth Salander un’haker un po’ punk e alternativa con un sacco di problemi ed un padre ingombrante ma non ti dico altro caso mai volessi leggere la trilogia…per la copia pirata beh sono come quelli che fumano senza aspirare l’ho scaricata da emule e una volta vista l’ho cancellata buon weekend Giulia

  4. Ho visto la vostra bella intervista a Connelly, è un gran colpo! Ho visto anche l’intervista a Matteo Righetto, ho avuto il piacere di pubblicare qualche mia recensione su Sugarpulp.it, mi sono sempre ripromesso di ordinare il suo libro pulp, ma, mannaggia a me, non l’ho ancora fatto…In tal senso ho già due debiti: oltre che con Matteo anche con Al, di cui ho letto ottime recensioni!

    Ci si sente, alla prossima!

    Andrea

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