Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il potere del cane – Don Winslow

Il potere del cane

IL POTERE DEL CANE
di Don Winslow
ed. Einaudi Stile Libero
Traduzione di Giuseppe Costigliola

In Messico è tutto un gran casino. O forse sarebbe meglio dire che il Messico stesso è un gran casino. In Italia, come spesso accade per le notizie di politica internazionale o per tutto ciò che non riguardi le chiappe di qualche zoccola, non se ne parla, siamo ancora convinti che questo sia solo il Paese del sombrero e del mucho calor, nulla sappiamo del gran bordello che è diventato, della corruzione dilagante, del narcotraffico imperante, dell’estremo degrado che attanaglia qualsiasi campo della vita pubblica e privata di questo che è, a tutti gli effetti, uno Stato al collasso. E chi si occupa di politica o di relazioni internazionali sa come l’evenienza della dissoluzione di uno Stato sia una delle catastrofi più temute – vi dicono niente Iraq e Somalia? -, a maggior ragione se questo stesso Stato confina per tremiladuecento chilometri con gli Stati Uniti d’America. Per fortuna sono accaduti due eventi che per i puri di cuore e gli uomini di buona volontà sono stati in grado di aprire una breccia nell’oscurità del silenzio della nostra informazione: da una parte la pubblicazione sul numero di Luglio 2009 di Rolling Stone di un ottimo reportage dal Messico intitolato “Messico in botta” e firmato da Guy Lawson; dall’altra l’edizione de “Il potere del cane” di Don Winslow (traduzione di Giuseppe Costigliola) per Einaudi Stile Libero.

“Il potere del cane” è un libro con una trama troppo complessa per essere degnamente riassunta. Vi basterà quindi sapere che tratta del narcotraffico e della lotta che la DEA, l’unità antidroga americana, vi ha imbastito contro con risultati altalenanti. È anche un grandissimo affresco delle vicende umane di Art Keller da una parte, poliziotto incorruttibile e inguaribilmente idealista, e dei fratelli Barrera, i boss del commercio di droga messicana Adàn e Raùl, dall’altra. In mezzo si intrecciano, inoltre, le vicende collaterali di una miriade di altri personaggi che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con i fratelli Barrera, con Keller o, spesso, con entrambi. Tra questi il killer di ghiaccio Callan (praticamente un alter ego del protagonista de “L’inverno di Frankie Machine”), la prostituta Nora, il prete Parada, la CIA e ridde di mafiosi di New York.

Sono molteplici i modi in cui possiamo leggere questo romanzo di Winslow. È, innanzitutto, un romanzo-epopea, una grandissimo gangster novel con continui colpi di scena e un plot difficilmente prevedibile. Ogni volta può succedere tutto come il contrario di tutto. Chi sono i buoni e chi i cattivi? Il governo, che sia quello colabrodo messicano o quello granitico statunitense, da che parte sta? Non esiste il bianco e il nero, le anime candide, ne “Il potere del cane”, si sono estinte da un pezzo per lasciare il posto a una infinita serie di grigi. Ma è anche un grandissimo romanzo sulla perdita e le rinunce indotte dalla droga: tutti perdono qualcosa, chi la vita, chi il denaro o il potere, chi gli affetti, chi il futuro. La droga, sembra dirci Winslow, è un perenne patto col diavolo, chiunque ne entri in contatto perde una parte di sè, deve pagarne un costo. Infine “Il potere del cane” è una grande allegoria sul Male, impersonato dalla coppia dei fratelli Barrera, i boss nel narcotraffico messicano. Il primo, Adàn, basso e smilzo, è la metà pensante del duo, il criminale senza pistola, ma con il “Wall Street Journal” sotto il braccio, l’esperto di economia, quello in grado, attraverso le idee, di rivoluzionare quel vecchio arnese che era diventato il mercato della droga. Il secondo, Raùl, alto e muscoloso, è il braccio violento della mala, quello che prima spara e spacca ossa e poi pensa. Puoi scegliere l’argento del primo o il piombo del secondo, rien ne va plus. Ma uno è indispensabile all’altro, sono inseparabili, l’uno senza l’altro è niente, mero intellettualismo da una parte, forza bruta dall’altra. Quando, però, le due metà si incontrano e fanno squadra comune ecco il Male che emerge con tutta la sua potenza. Ecco il potere del cane, la ferocia senza speranza.

E sapete qual è il problema? Che, come ha dichiarato lo stesso Winslow, delle 714 pagine ben poche sono frutto della sua fantasia. This train carries lost souls [pg. 696].

CLICCANDO QUI potete anche leggere uno speciale su “Il potere del cane” direttamente dal sito della casa editrice Einaudi.

CLICCANDO QUI, invece, trovate un’altra recensione del romanzo di Don Winslow pubblicata sulla rivista on line Sugarpulp.it e firmata da Michele Fiano.

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6 pensieri su “Il potere del cane – Don Winslow

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