Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Caravan, la nuova miniserie targata Bonelli

La copertina del primo numero

La copertina del primo numero


La vita scorreva tranquilla e banale a Nest Point. La partita di calcio, gli impegni di lavoro, la cena da preparare, l’uscita con gli amici. Poi uno strano black-out che mette fuori uso qualsiasi meccanismo elettronico presente nella zona, dalle automobili ai telefonini, dall’elettricità ai computer portatili. E inoltre quelle strane nuvole nel cielo, quel loro girare vorticosamente su se stesse quasi a voler inghiottire l’intera cittadina. Infine, all’improvviso, con l’elettricità che ritorna e con le auto che riprendono a funzionare, la vita sembra riprendere il suo corso come se tutto non fosse stato altro che un grande stand by. Peccato che la mattina dopo, però, l’esercito faccia irruzione con elicotteri da guerra e carri armati a Nest Point, setacciando casa per casa e intimando ai suoi occupanti di fare le valigie e mettersi in marcia per una meta sconosciuta. Questione di “sicurezza nazionale”.

In estrema sintesi è questo il preambolo di “Caravan”, la nuova miniserie a fumetti in dodici numeri pubblicata dalla casa editrice Bonelli con soggetto e sceneggiatura firmati da Michele Medda, già precedentemente impegnato con le nuvole di Nathan Never e Dylan Dog. Tutte le copertine saranno firmate da Emiliano Mammucari, mentre il primo numero, intitolato “Il cielo su Nest Point”, è stato disegnato da Roberto De Angelis. I successivi undici, invece, vedranno l’alternarsi di un ampio team di disegnatori composto da Stefano Raffaele, Fabio Valdambrini, Werner Maresta, Andrea Cuneo, Maurizio Gradin, Michele Benevento.

Ovviamente è molto difficile giudicare una serie a fumetti solo dal primo numero, a maggior ragione se si considera che l’idea di partenza – la nube misteriosa e la forzosa fuga dalla città – è tutt’altro rispetto ad una trovata originale, potendo vantare precedenti illustri quali la serie tv Jericho oppure “The mist”, romanzo breve – o racconto lungo – di Stephen King e da cui il regista Frank Darabont, nel 2007, ha tratto l’omonimo flop cinematografico. L’originalità di “Caravan”, invece, è rappresentata dalla sua narrazione multipla: non c’è qui, a differenza di tutte le altre serie targate Bonelli (con la parziale eccezione di “Volto Nascosto”), il protagonista/eroe intorno a cui tutto ruota, non abbiamo il one man show alla Tex, alla Dylan Dog o alla Brad Barron, bensì molti personaggi alla pari, con le loro vicende e le loro diverse sfaccettature. Questi coprotagonisti già nel presente primo numero si incontrano e si confrontano, ma solo con la prosecuzione della narrazione potremo verificare quanto sapranno rappresentare la complessità di una situazione tanto drammatica nella quale, necessariamente, ognuno reagisce in modo diverso. Se ciò non dovesse accadere, purtroppo, saremmo costretti ad assistere ad un mesto déjà vu. E non ci resterà che la “nebbia”.

CLICCANDO QUI potete accedere al blog di “Caravan”!

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