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Pulp, thriller, hard boiled, noir

“Ex”, ma non troppo

Il cinema italiano sarà anche in crisi, non riuscirà a raccontare come quello americano la realtà sociale del proprio Paese, ma per quanto riguarda le storie individuali – o di coppia -, invece, ci riesce benissimo. Con il suo nuovo lavoro, “Ex”, il regista Fausto Brizzi diventa grande, abbandonando i panni da paninaro anni ’80 per vestire quelli del Willy Pasini de noantri, investigando la fine e il nuovo inizio di una serie di rapporti di coppia particolarmente tormentati.

Avete presente “Love actually” o “Manuale d’amore”? Ecco, l’impostazione è quella, tante storie con più attori coprotagonisti che si incontrano e scontrano per tutto l’arco del film. Il risultato è buono, non ci sono cali di tenuta della regia o del copione e la storia fila via liscia per tutte le due ore della sua durata. Certo, come in ogni opera corale che si rispetti e strutturata su più livelli c’è chi brilla di luce propria e chi di riflessa, chi convince e chi segna, invece, un po’ il passo.

Grazie al cast che riunisce in un’unica produzione gran parte del meglio in termini di recitazione che il panorama italico possa offrire, ne viene fuori un film che viaggia continuamente sul filo del sentimento melanconico, intervallato da scenette – soprattutto grazie a Fabio De Luigi – che ricordano il vecchio mestiere di Brizzi, ovvero lo sceneggiatore di cinepanettoni alla Boldi e De Sica. Ognuno ha le proprie radici e queste vanno rispettate.

La vicenda probabilmente più debole e banale di tutto il film è quella che vede protagonisti Cristiana Capotondi e Malik Zidi, una caduta del regista che ha ceduto alla scenetta da San Valentino stile “Questo piccolo grande amore” di Riccardo Donna, probabilmente attingendo all’intera filmografia/bibliografia di Federico Moccia piuttosto che proseguire sul filo dell’indagine su ciò che accade in una coppia che si lascia. Un peccato che abbassa un po’ il voto complessivo del film, ma che può essere perdonato perché diluito nel restante plot.

È vero che in “Ex” non c’è una parola o una scena per il contesto sociale, nulla si dice dell’Italia che cambia o è cambiata, però non era questo il fine ultimo e forse le qualità del regista/sceneggiatore, abilissimo, invece, a parlare di uomini e donne e della loro più intima introspezione esistenziale. A tal proposito ottima la prova, non comica, di Claudio Bisio, attore in costante crescita e qui protagonista di una storia dolce e toccante, che però non indulge su un facile sentimentalismo da romanzetto Harmony, cosa assolutamente non facile da realizzare. E poi ancora Silvio Orlando e Nancy Brilli, Vincenzo Salemme e Claudia Gerini, Flavio Insinna e i ritrovati Gianmarco Tognazzi ed Enrico Montesano. Per non dimenticare, poi, i bravissimi Fabio De Luigi e Alessandro Gassman (in questo periodo anche in tournè teatrale con il celeberrimo “La parola ai giurati”, recentemente portato al cinema da Nikita Mikhalkov con “12”).

Questo genere di storie piace agli italiani, non è infatti un caso che “Ex” domini la classifica settimanale seguito da un altro prodotto di casa nostra, quell’”Italians” di Giovanni Veronesi che era in testa alla classifica di settimana scorsa, polverizzando kolossal hollywoodiani quali “Operazione Valchiaria”, “Il dubbio”, o “Frost/Nixon”. Un motivo ci sarà. Anche se noi non abbiamo un Clint Eastwood, uno Scorsese o semplicemente un Ridley Scott. Pazienza.

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