Novità in libreria: L’anello dei ghiacci di Michael Ridpath
Per chi, come me, ha amato alla follia un romanzo come Il signore degli anelli di Tolkien, seppur non essendo un appassionato sfegatato di fantasy, tutto ciò che riporta alla mente quel fenomeno d’un inglese non può non attirare. È il caso di questo thriller che, tra i topoi del genere che già trapelano anche dalle poche righe della trama qui sotto – il detective tormentato e la giovane ribelle che ne ha viste troppe e non ha fiducia di nessuno, almeno prima di incontrare il tenebroso sbirro -, pare ammiccare mica male proprio a tutta questa genia di lettori che non si spaventano neanche di fronte alla proiezione ininterrotta di dodici ore di film, rigorosamente senza pausa pipì che poi si gode di più, dell’omonimo capolavoro cinematografico di Peter Jackson. L’anello dei ghiacci di Michael Ridpath, inglese che però scrive di un islandese perché i nordici nordici vendono di più, sarà in libreria dal 10 marzo per Garzanti, che è riuscito a spuntarla nell’aggiudicarsi la pubblicazione italiana di questo romanzo che tanto successo ha riscontrato nel mondo dell’editoria. Il prossimo caso editoriale, invece, posso già annunciarlo, sarà la missione di un poliziotto esquimese che indaga sulla sparizione di un pinguino imperatore in Antartide. Eh già, perché la Terra è rotonda e a furia di andare su, prima o poi, si torna giù.
L’ANELLO DEI GHIACCI
di Michael Ridpath
ed. Garzanti
Traduzione di Duccio Viani
TRAMA: Islanda. Dintorni di Reykjavik. Il cielo non è mai stato così scuro e minaccioso. Le nuvole basse quasi toccano le nere acque del lago. Il detective islandese Magnus Johnson vede a malapena il corpo, immerso nella foschia. E’ il cadavere di Agnar Haraldsson, uno dei più importanti studiosi dell’opera di Tolkien. La sua è una morte apparentemente inspiegabile. O forse, una spiegazione c’è, o quantomeno un indizio. Perché il professore, poco prima di morire, era entrato in possesso di un’antica saga nordica. Un prezioso manoscritto vecchio di ottocento anni, forse la saga da cui Tolkien ha preso ispirazione per scrivere Il signore degli anelli. Ma del manoscritto e dei due uomini misteriosi che stavano trattando con lo studioso per impadronirsene si sono perse le tracce. Magnus non ha dubbi: deve ritrovarli e capire cosa faccia parte del mito e cosa della realtà. C’è una sola strada, scavare nel passato del professore. Un passato pieno di attività poco pulite e di personaggi inquietanti. Come l’enigmatica Ingileif. Dura e ribelle, ha vissuto un’infanzia segnata dalla tragedia e dalla menzogna. E non si fida di nessuno. Come Magnus del resto. Anche lui è cresciuto in mezzo alla morte. E forse è l’unico in grado di conquistarsi la sua fiducia. Perché è di lei che ha bisogno. È nei misteri della sua famiglia che si annida la verità. Una verità spaventosa.
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