Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Anche i poeti uccidono – Victor Gischler

 

Anche i poeti uccidono

ANCHE I POETI UCCIDONO
di Victor Gischler
ed. Meridiano Zero
Traduzione di Luca Conti 

Non c’è un cazzo da fare: Victor Gischler è un grande. Cioè, se a voi piace il pulp, se vi fanno leccare le orecchie quelle storie assurde in cui non riesci mai a prevedere cosa accadrà due righe dopo perché lo scrittore le ha infarcite di colpi di scena e già sapete, dai capitoli precedenti, le situazioni paradossali in cui ha calato con tutte le braghe i suoi personaggi, beh, allora non potete non leggere Gischler e in particolare questo Anche i poeti uccidono, romanzo fresco di stampa per la Meridiano Zero e con la traduzione di Luca Conti. Altrimenti non cianciate più di Tarantino e balle varie. 

Se con il proprio esordio narrativo, La gabbia delle scimmie, Gischler si era mantenuto negli ampi confini e nei battuti territori del confortevole hard boiled – anche se ribaltandone il punto di vista grazie al protagonista, un criminale assassino, un cattivo che non sa di essere tale e per cui tifiamo dalla prima all’ultima pagina -, con Anche i poeti uccidono è la black comedy a farla da padrone. Voi prendete una persona normale che fa un lavoro normale per guadagnarsi da vivere. Tipo insegnare poesia a un gruppo di caproni poco dotati presso un’università statale americana. Niente killer con cinque pistole sotto la giacca, per intenderci. Ecco, prendete un tipo fricchettone del genere, gli piazzate nel letto il cadavere già freddo della studentessa tossica con cui stava scopando come un riccio la sera prima e rimanete fermi ad osservare che fa. Per prima cosa non si accorge che è morta. Boh, io non ho mai dormito con un cadavere, quindi sull’essere evidente o meno il fatto che la persona in oggetto non stia tanto bene non mi pronuncio. Però è quello che accade a Jay Morgan, professore capellone della Eastern Oklahoma University, appena prima di iniziare un’altra fottutissima settimana di corso di poesia con un branco di ritardati che scrivono delle cagate pazzesche sui criceti innamorati. E che cazzo! 

Ma Gischler scrive dritto dritto a voi, mamme e papà che ve la tirate con i vicini di casa che la vostra Elisabetta è a fare l’Erasmus in qualche prestigiosa università degli Stati Uniti d’America. Il meglio del meglio dei programmi di istruzione. O di distruzione, sarebbe meglio dire. Perché, se non bastassero i professori con l’uccello di fuori e la coca in tasca che girano per il campus tra una lezione di semeiotica e una di grammatica, potrebbe anche accadere di imbattervi in vecchi gangster con velleità poetiche e particolarmente incazzusi, rettori alti due metri e con un fisico da rugbista neozelandese che portano mutande rosa in pizzo, investigatori privati arraffoni, spacciatorelli da quattro soldi, premi Pulitzer scoglionati più impegnati a fumarsi il cervello tra chilum e canne o a grattarsi le palle che a scrivere nuovi capolavori, finti poeti che scrivendo due cagate sperano di risollevare una vita criminale buttata nel cesso ed eleganti boss neri a cui è stata fottuta una valigia di droga. E la rivogliono indietro, certo che la rivogliono indietro. 

Ma facciamo i colti recensori e gettiamo uno sguardo allo stile e al registro narrativo di Gischler. Invece di propinarvi una sporta di minchiate vi riporto un estratto, ma vi avverto, vi verrà l’acquolina in bocca (io sto sbavando sulla tastiera del computer e ho già letto quello che ricopio): “- Queste sono alcune delle mie poesie, gli disse Morgan sventolando la cartella. – Ho… – Poi scosse il capo e si schiarì la voce. – Ho qualche problema di carattere stilistico, e lei è il maggior poeta vivente tra tutti quelli che conosco. Mi serve il suo aiuto. – Non essere ridicolo, – rispose Valentine. – Adesso c’è La ruota della fortuna. “ [pg. 99] 

Anche i poeti uccidono scorre frenetico tra battute come quella riportata sopra intervallate da scene di sparatorie, fughe e inseguimenti, ma senza perdere l’occasione di parlare anche di cose serie, che forse meglio si assimilano tra una risata e un’altra: “Mollò un sospiro spezzato e si lasciò cadere a terra come un sacco. – Forse non ho avuto una vita pericolosa. Forse il mio quartiere non era tosto come il tuo, ma l’istruzione me la sono guadagnata. – Si toccò di nuovo la tempia. – Tutto quel che sta qua dentro appartiene a me. Poi si alzò, agitando la pistola in direzione di Jenks. – Invece questa stronzata che ho in mano è il simbolo della tua educazione. – Si voltò per scagliare l’arma nel bosco. Jenks si sentì arrossire. DelPrego l’aveva fatto incazzare e sentire colpevole. – Proprio così. Tu non vieni dal mio quartiere. Mica lo sai, che razza di posto è. – Scommetto che Ellis lo sapeva. “ [pg. 134-135] 

Anche i poeti uccidono è uno di quei libri che riconciliano con la lettura e la scrittura, una di quelle opere che, ne sono certo, se in giro ci fosse meno snobismo e meno puzza sotto il naso, aiuterebbe un mucchio di gente e tanti giovani a comprendere che la lettura non è quella palla veicolata dalla scuola, ma una delle esperienze più divertenti del nostro essere umani. Gischler poggia le fondamenta della sua narrazione su un ritmo senza soste, parti e arrivi di filato al THE END dell’ultima pagina grazie a una mirabolante serie di avventure tutte azione e dialoghi serrati, questi ultimi, probabilmente, l’autentico fiore all’occhiello dello Gischler’s style. 

Poi ne sono certo. La cosa più difficile da scrivere per uno come Victor Giaschler, in un libro del genere, sono state le poesie degli studenti. Ma come ha fatto a produrne di così brutte? Si è avvalso dei servizi di un ghost writer? Se sì, per scrivere quelle merde doveva essere uno davvero bravo. Così bravo da far paura. 

Su Il Corriere della Sera potete anche leggere la recensione de Anche i poeti uccidono firmata da Matteo Persivale, mentre su Il Giornale una bella intervista rilasciata da Victor Gischler a Luca Crovi in occasione dell’uscita italiana del libro. 

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23 thoughts on “Anche i poeti uccidono – Victor Gischler

  1. Pingback: Novità in libreria: Anche i poeti uccidono di Victor Gischler « Pegasus Descending

  2. Max Cherry on said:

    Lo sto leggendo… mi sta facendo spanciare dalle risate :)

  3. The Punisher on said:

    ANDREA, semplicemente fantastico, il libro è una bomba all’idrogeno

  4. Valter on said:

    Davvero bravo Gischler , un libro notevole! Su quanto sia importante la lettura non posso che essere d’ accordo.
    Mi sono posto la stessa domanda…..esisteranno poesie più brutte altrove? Mah… in ogni caso un altro merito a questo straordinario scrittore

    • Sono contento che ti sia piaciuto Valter, visto che è da Novembre che stavo pompando ‘sto romanzo. E credo che abbia abbondantemente ripagato l’attesa e confermato le premesse! Speriamo solo di poter leggere altri libri di Gischler, dipenderà da quanto tira, tra qualche settimana inizierò a spaccare le palle a Matteo Strukul per avere qualche news!

  5. Be’, per farle così brutte Gischler si è impegnato davvero. E pensate a me che ho dovuto tradurle:… Però col rap di Harold Jenks me la sono cavata con una certa disinvoltura:-)

    • Eh eh, grande Luca, ti garantisco che le hai rese orrendamente orrende, ma c’erano pure rime tipo cuore/fiore? Direi che te la sei cavata con tutta la traduzione, mi hai fatto prendere per il culo da un intero vagone ferroviario che mi vedeva ridere mentre leggevo Anche i poeti uccidono!

  6. Valter on said:

    Un applauso anche al traduttore, bravissimo come sempre! Grande Luca!

  7. Mitico sia Gischler che tu. Recensione davvero divertente mi hai fatto venire voglia di rileggerlo da capo

  8. Ma io ho sentito che adesso a maggio che viene in Italia con Lansdale porta a Matteo il suo ultimo libro appena uscito The deputy un harboiled vecchia scuola gli ho chiesto quando lo traduranno in italiano ma non mi ha risposto comunque mi pare che ce ne siano anche un paio non ancora tradotti. Tutto dipende se i “poeti” sfondano allora sì tradurranno tutto il resto. Ho sentito Marco Vicentini per la nostra intervista è incasinatissimo ma sembra che non se ne sia dimenticato appena posta ti avviso

    • Grazie Giulia, notizie interessanti! Se non ricordo male Gischler è autore di sette romanzi, in Italia ne sono stati tradotti solo due. Dici bene, sicuramente dipenderà da quanto i Poeti riusciranno a vendere,a volte ci dimentichiamo che l’arte è, alla fine, un’industria con le sue regola, la prima delle quali è non lavorare in passivo. Speriamo, perchè il romanzo merita. Anche se sono pronto a scommetterci che a breve Gischler lo vedremo edito con qualche casa big, vedrai se mi sbaglio. Bene per la nostra intervista, ormai l’avevo data per persa…

  9. Straordinariamente divertente. Assolutamente DIVERTENTE!Uno dei piu bei pulp che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi (e poi davvero pulp). Gischler è un gigante: per scrivere quello che scrive lui, e come lo scrive lui, bisogna essere completamente fuori di testa (che nella scala delle mie preferite qualità umane è il massimo). Beato lui!Ancora una volta bellissima traduzione!!

    • Ero certo, Walt, che questo romanzo ti sarebbe piaciuto. Sottoscrivo, una lettura da pisciarsi addosso dalle risate, è il paradigma del pulp come lo intendo io! Per la traduzione, infine, non potremmo che ripeterci… Hai letto il commento di Luca qui sopra? Eh eh… Ora speriamo che il titolo tiri e di poter presto leggere altre cose di Gischler, di roba ne ha scritta!

  10. The Punisher on said:

    Ragazzi Gischler a quello che so sta andando benino per ora, ma per ora non sfonda, clamorosa l’intervista di Laura Lippman a Victor su D, Repubblica delle donne: 3 pagine.

    Il libro è pura libidine e si stanno svegliando in parecchi perchè pare che Newton Compton tradurrà il nuovissimo Vampire a Go Go, sperimao che Meridiano Zero riesca a tenersi qualcos’altro, Gischler è in rampa di lancio…

    • Buona la notizia della Newton Compton, anche se io tifo sempre Meridiano Zero, l’unica vera casa editrice in grado di scoprire e lanciare talenti italiani ed europei. L’unica in grado di scommettere su nuove voci del mondo delle lettere…L’intervista della Lippman non l’ho letta, vedo se riesco a rimediare!

  11. The Punisher on said:

    Credo che Matteo Strukul l’abbia postata sul gruppo Facebook di Gischler, ah pare che Newton Compton abbia comprato anche Go GO Girls, si sta aprendo uno scontro fratricida fra indipendenti anche se NEwton è chiaramente una major, nel frattempo Gischler sta diventando sceneggiatore anche di una serie X MEN

    • Speriamo che la competizione porti ad aumentare la qualità del lavoro, di solito avviene così. Anche se credo che le due case editrici si siano divise, tematicamente, la produzione di Gischler, credo che le due opere della Newton che hai citato siano maggiormente indirizzate verso l’horro fantasy, mentre la Meridiano è stata sull’hard boiled. Comunque rimango in trepidante attesa, sono proprio curioso di leggere anche questa seconda faccia di Gischler. Per quanto riguarda le sceneggiature dei fumetti devo invece chiedere al mio amico Matteo, lui ne sa molto più di me!

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