Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Angeli e Demoni

La locandina americana di Angeli e Demoni

La locandina americana di "Angeli e Demoni"


Per la rubrica “Serata Blockbuster” di questa settimana Pegasus Descending propone:

Angeli e Demoni
di Ron Howard
con Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino

Come si dice? Morto un papa se ne fa un altro. Verità lapalissiana, nessuno è indispensabile. Peccato che i problemi sorgano nel momento in cui bisogna decidere chi dovrà essere questo nuovo papa. I pretendenti possono essere molti. Le coalizioni sono agguerrite e si marcano strette. La competizione si svolge su ogni singolo voto. Fumata nera o fumata bianca? Tutto il mondo fuori è in attesa del verdetto, mentre le breaking news si rincorrono, i giornalisti vaticanisti benedicono questo momento per gli insperati e inaspettati introiti loro derivanti dalle comparsate nei vari talk show televisivi, le suorine immacolate pregano commosse per il papa morto che era una così brava persona. Il papa è morto, viva il papa!

È in questa ambientazione che si svolge il film firmato da Ron Howard “Angeli e Demoni”, ancora una volta tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown e con protagonista il superprofessore tuttologo Robert Langdon. Se con “Il codice da Vinci” si scorazzava per mezza Europa tra SUV e jet privati, qui l’intera vicenda si sviluppa a Roma in un interminabile inseguimento attraverso cripte, piazze e chiese. Lo schema narrativo è lo stesso: tutto quello che vediamo è solo apparenza, la maggior parte degli antichi artisti e intellettuali che con il loro lavoro hanno reso Roma caput mundi altro non erano che degli intelligentissimi seguaci di una setta segreta anticipatrice dell’Illuminismo settecentesco chiamata, non a caso, degli Illuminati.

Il ritmo del film, a differenza della lentezza del suo celebrato predecessore, è frenetico, non c’è mai un attimo di quiete per le quasi due ore e mezza di narrazione, che scorrono senza alcuna noiosa pausa in grado di far calare la palpebra allo spettatore. Si corre e scappa da una parte all’altra della Città Eterna in barba al traffico romano inseguendo le intuizioni fulminanti di Langdon e una catena di omicidi di cui i cardinali favoriti per l’elezione al soglio pontificio sono gli involontari attori protagonisti. Le statue e i bassorilievi non sono quello che sembrano, ma celano all’occhio distratto del turista i mille segreti che attraverso la via dell’illuminazione condurranno alla verità da sempre osteggiata, con tutti i mezzi, dalla Chiesa cattolica.

Oltre ad aver visto i due film – “Il codice da Vinci” e “Angeli e Demoni” – ho pure letto i libri. Se avevo trovato “Il codice da Vinci” un libro estremamente divertente e movimentato, in grado di catturare il lettore ed immergerlo in un mondo parallelo fatto di complotti e verità alternative, diversamente reputai il film che ne fu tratto sostanzialmente insufficiente, incapace, cioè, di creare quella indispensabile suspense che rende un thriller degno di essere letto o visto. Il giudizio per “Angeli e Demoni” è, invece, diametralmente opposto. Il libro non è granché, nonostante lo schema narrativo usato da Dan Brown – composto da capitoli che terminano lasciandoti l’acquolina in bocca – sia il medesimo de “Il codice da Vinci”, la storia gira meno bene, ha qualche ingranaggio rotto. Con il film Ron Howard sana, invece, i peccati del libro, tirandone fuori una pellicola che supera decisamente il suo nobile progenitore cartaceo andando conseguentemente a comporre un thriller divertentissimo e, come dicevamo, senza alcuna frazione noiosa o di scarsa tensione.

Se fossimo dei fini intellettuali, magari un po’ bacchettoni e baciapile, potremmo dilungarci in una severa critica a quel buffone americano d’un Dan Brown che tratta così la Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica, il papa, i cardinali e via dicendo. Ma visto e considerato che non appena sento parlare di intellettuali metto mano alla pistola (come diceva quell’animaccia di Goebbels), dirò solamente che le critiche potrebbero essere opportune o meno nel caso in cui lo scrittore avesse avuto l’intento di redigere un libro di storia, richiedendo, quindi, il severo rispetto di un metodo e della pubblicazione delle fonti. Ma anche in questo caso, come per il già citato “Il codice da Vinci”, si tratta di un’opera di fantasia, di fiction e come tale deve essere presa e giudicata. È in grado di divertirci, di farci passare una serata senza troppe menate per la testa? Sì o no. Punto. Dan Brown e Ron Howard non devono dirci la verità su Gesù e la Chiesa, ma chi se ne frega? Come ho già detto altre volte, lasciamo la fantasia libera di fare il suo mestiere e di renderci umani. E poi, diciamocela tutta, ha ragione il regista di Duncan, come spiega lui stesso in una intervista presente negli extra della versione blu ray di “Angeli e Demoni” (noleggiabile da Blockbuster): i libri di Dan Brown, un mix di storia, arte, fisica, fantasia sfrenata, ci inducono ad approfondire, ad osservare con una rinnovata attenzione opere e fenomeni che magari abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e di cui non siamo più in grado di notarne le mille sfaccettature.

Confessatelo: chi di noi, dopo la lettura de “Il codice da Vinci”, non è andato a riprendersi un vecchio libro con il Cenacolo di Leonardo per verificare che l’apostolo Giovanni componesse veramente una M con Gesù Cristo?

CLICCANDO QUI potete vedere il trailer di “Angeli e Demoni” e leggerne la scheda completa.

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